martedì 5 dicembre 2017

[Games] La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor

Durante il Black Friday, che ancora una volta ha riservato ben poche sorprese, dato che da quando è esploso nel mondo questa folle corsa agli sconti le tre piattaforme più importanti, soprattutto in ambito PC, ovvero Steam, Origin e Uplay, non hanno "offerto" al pubblico eccezionali sconti, a parte nel mio caso che ho comprato solo Deus Ex: Mankind Divided ad un prezzo incredibile da Steam solo perché avevo già comprato il pack completo. Fortunatamente tra una ventina di giorni ci saranno i sconti invernali, per cui spero bene, anche perché ho ancora tanti giochi in lista da comprare. In ogni caso non sono rimasto senza giochi, perché sto adesso finalmente giocando alla nuova versione di Need for Speed Most Wanted da Origin, poi giocherò a Watch Dogs da Uplay (in regalo dalla suddetta piattaforma) ed ovviamente giocherò a quest'ultimo Deus Ex. Ma prima di questi, e negli scorsi mesi ho giocato ad un gioco veramente straordinario, tanto che oggi sono qui (come ultimante capita spesso, qui l'ultimo post sui videogiochi) a parlarvene, non solo perché mi è piaciuto, ma perché prende spunto dall'universo fantasy più meraviglioso di tutti, sto parlando ovviamente de La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor (la versione GOTY, ovvero "Games of the year", con tutti gli DLC, che qui sono parecchi, anche se due in particolari sono i più importanti), un action RPG ispirato appunto all'universo fantasy trattato nei romanzi di J.R.R. Tolkien. Di cui questo è però il primo, perché proprio in queste settimane è già uscito il suo sequel La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra, a cui ovviamente giocherò quando le mie tasche lo permetteranno. Ma per quello ci sarà tempo, intanto parliamo del gioco del post che, annunciato piuttosto in sordina (firmato dalla Monolith Productions) si era già guadagnato le mie attenzioni da tempo, e dopo averlo completato posso affermare che si tratta di una convincente ed eccellente prova superata, dopotutto non facile era proporre un gioco di una saga fantastica com'è quella di Tolkien.

L'Ombra di Mordor infatti, ispira il suo design, senza mezzi termini, all'opera filmica di Peter Jackson (e quindi anche quella letteraria), sia dal punto di vista paesaggistico che da quello del design di fisionomie, armi e armature. Ma non è tutto perché il gioco ambienta la sua storia a cavallo tra Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli, temporalmente difatti gli eventi si svolgono tra questi due. Una storia che, pur raccontando un episodio che potremmo definire minore nell'economia della Guerra dell'Anello (oltre che "inventato"), riesce comunque a sfruttare benissimo l'immaginario Tolkeniano, creando un intreccio interessante (pur senza vette narrative o emozionali), perfetto per guidare il giocatore nell'esplorazione di tutta Mordor, piena di piccoli segreti, manufatti e incisioni che sono le schegge di un passato glorioso e sopratutto dimenticato. Anche perché la trama fa nel complesso un buon lavoro, ben dosata grazie a sequenze filmate che introducono e chiudono le missioni principali. Missioni in cui giocheremo con il protagonista principale di quest'opera, ossia Talion (un personaggio piuttosto credibile e ben inserito nel contesto), uno dei Raminghi posti a guardia del Nero Cancello, proprio nel periodo in cui l'Oscuro Signore, tutt'altro che sconfitto, riarma in segreto gli eserciti degli Orchi per marciare sulla Terra di Mezzo. Le prime avvisaglie del lungo conflitto che seguirà ricadono proprio su Talion e la sua famiglia, massacrati da uno dei luogotenenti di Sauron durante un'incursione. Il nostro, tuttavia, sorgerà a nuova vita grazie all'intervento di un Wraith (con cui molto spesso il rimango avrà da ridire), ossia uno degli spiriti dell'universo tolkeniano, la cui identità rimarrà segreta fino circa a metà della storia (il tal caso importante ma soprattutto bello è il DLC Il lucente signore, che fa chiarezza ed è davvero spettacolare).
Ma se a loro due viene dato giustamente ampio spazio, lo stesso non si può dire purtroppo dei compagni di viaggio di Talion, che lungo la campagna principale occasionalmente si troveranno ad incrociare il suo cammino. Del potenziale ci sarebbe, ma a mancare sono il tempo e l'intenzione di approfondirne le personalità, con il risultato di lasciarli mediamente in secondo piano. In maniera antitetica rispetto al gameplay, che nella seconda metà dello svolgimento svela alcune delle sue migliori carte, la trama tende ad affrettarsi verso il finale, conducendo a una chiosa non del tutto soddisfacente. Nel complesso però, nonostante uno svolgimento imperfetto e non sempre in grado di mantenere alto l'interesse del giocatore, il gioco fa comunque ottima impressione, non solo grazie ad un lavoro di contestualizzazione davvero ottimo, ma anche nell'intervento di alcune figure chiave della saga. Evitando infatti il puro fan service, gli sceneggiatori sono riusciti nell'intento di dosare bene le comparsate (tra cui quella di Sauron ovviamente ma anche di Gollum, il mio personaggio preferito del mondo fantasy per eccellenza, nella voce e in tutto il suo essere), dando loro una ragion d'essere più che accettabile. Ma se accettabile è questo ed altro, ancor più importante è l'innovazione che L'Ombra di Mordor si porta dietro, rispecchiando perfettamente infatti l'organizzazione dei clan degli Orchi immaginata da Tolkien, il suddetto sfrutta le dinamiche del Nemesis System, la vera pietra angolare su cui si basa (probabilmente e quasi certamente) il successo di questo gioco, una cosa mai vista prima e destinata probabilmente a fissare un precedente di quelli che cambiano le regole dei giochi nei secoli dei secoli. Tanto che è probabile che lo vedremo "citato" spesso nei giochi prossimi venturi.
Il gioco tolkeniano infatti cambia le regole degli action, avversari così non li avete mai visti prima, inoltre esso ti punisce per la tua morte e premia i cattivi. Dovete immaginare Mordor come una terra in continuo mutamento, abitata da creature grette, sporche e scorrette, creature che vengono generate casualmente dal Nemesis System sia a livello estetico che comportamentale, con ognuna il proprio set di abilità e punti deboli, amicizie, legami, invidie e faide in atto. Ogni volta che affrontate una missione, o che semplicemente girate intorno all'inospitale Cancello Nero, potrete incontrare una di queste creature, scoprire qualcosa di più su di essa (sfruttando magari i "vermi" da interrogare, ovvero nemici di bassissimo rango, codardi a tal punto da vuotare il sacco delle informazioni in men che non si dica) o sfidarla a duello. L'aspetto realmente sorprendente è che il sistema tiene traccia non solo di ognuno di questi scontri, ma anche di quelli conclusi con una fuga o con una sfida non portata a termine, se ferite un orco in testa ad esempio, e questo sopravvive, allora è possibile che al prossimo scontro abbia una vistosa cicatrice, oltre che magari dei nuovi adepti e maggiore potere. È questa la vera mossa vincente del sistema, rendere il giocatore non il fulcro di tutta la gerarchia orchesca ma una semplice variabile, certo determinante, ma comunque non essenziale. Gli orchi difatti regolano i loro conti, scalano le loro gerarchie e si pugnalano alle spalle indipendentemente dall'intervento del giocatore, dando realmente così l'impressione di una società viva e in continuo mutamento, che può essere solo indirizzata, mai controllata. Se non è una rivoluzione questa, poco ci manca, inoltre grazie a ciò si arriva anche a dare vita a storie parallele alla trama principale (a volte pure più interessanti). Le terre di Mordor insomma non saranno particolarmente accoglienti, ma di sicuro non ci si annoia mai.
Anche perché a circa metà dell'avventura, oltre a presentare un'ambientazione inedita, L'Ombra di Mordor andrà ad arricchire il sistema Nemesis di una nuova, interessante possibilità. Talion guadagnerà infatti un'abilità che gli permetterà di soggiogare gli orchi non solo per interrogarli, ma per portarli letteralmente dalla propria parte, creando piccole guarnigioni da condurre in battaglia. Per quanto non vi siano veri e propri ordini impartibili ai sottoposti (al di là di un semplice comando d'attacco), la meccanica aggiunge ulteriori variabili alle missioni conclusive. Considerata una longevità media della campagna in grado di attestarsi intorno alle 15 ore (con almeno un'altra decina necessarie al completamento delle attività secondarie) è interessante riscontrare come i ragazzi di Monolith siano riusciti a costellare l'intero cammino di Talion di un costante senso di crescita e sblocco di nuove possibilità, ottimo per mantenere alto l'interesse del giocatore lungo tutto il travagliato viaggio del Ramingo, un viaggio bello quanto inutile, se dietro non ci fosse un gioco che gira a puntino. Per fortuna L'Ombra di Mordor fa tutto bene, non inventa niente di nuovo nelle componenti action ed esplorative, ma unisce sapientemente sistemi già visti. Perché anche se il sistema di combattimento e il suo open world ricorda molto Assassin's Creed, dato che da lì arriva l'arrampicata dinamica, che alla pressione mantenuta di un tasto permette a Talion di scalare qualunque parete in pochi istanti, così come lo sblocco delle torri presenti in ogni regione della mappa (utilissime per attivare il trasporto rapido e rivelare le attività secondarie) e le mosse di eliminazione furtiva, mentre il combattimento a base di spada e pugnale si ispira ad altri, è ugualmente perfetto.
Giacché la struttura open world di questo gioco è talmente ben realizzata e piena di personalità che agli sviluppatori gli si può pure perdonare di non aver voluto sperimentare qualcosa di nuovo, come hanno invece fatto con il Nemesis System, perché tutti gli elementi utilizzati si amalgamo talmente bene che permettono di passare dalle sessioni di combattimento in campo aperto a quelle stealth con una fluidità (e coerenza) incredibili, lasciando sempre al giocatore la scelta su come gestire le diverse situazioni che inevitabilmente si trova ad affrontare. A tal proposito il sistema di combattimento si rivela molto soddisfacente, grazie a un comparto animazioni di qualità e all'ottimo bilanciamento. Agli attacchi di spada, che si concatenano automaticamente in combo, si affiancano i poteri del Wraith, tra cui un arco spettrale con cui eliminare dalla distanza e un teletrasporto attivabile solo in seguito alla spesa di punti nelle schermate di potenziamento del personaggio. A proposito di queste ultime, le possibilità offerte al giocatore si presentano in buon numero, e comprendono anche le tre armi di Talion. Per quanto queste ultime non siano sostituibili, sarà comunque possibile migliorarne l'efficacia grazie ad apposite Rune, che potranno essere sbloccate eliminando i Capitani. Non è stato dimenticato nemmeno il combattimento durante la monta dei due principali tipi di bestie selvagge che popolano Mordor, ossia i Mannari e i Troll. Una volta guadagnate le relative abilità, Talion potrà cavalcarli e attaccare dal loro dorso, creando grande caos sui campi di battaglia. In tal senso bello e alquanto divertente nonché spettacolare è il DLC Il Signore della Caccia. Dopotutto tutto in questo gioco funziona egregiamente, tanto che alla fine L'Ombra di Mordor si rivela non solo (almeno personalmente e per il momento) il miglior gioco sulla Terra di Mezzo, una manna per i fan di Tolkien, ma anche uno degli action più soddisfacenti da molto tempo a questa parte a cui ho giocato (seppur non eccezionale è comunque la storia e la grafica, la difficoltà invece ben calibrata). L'unico deterrente potrebbe essere un'intolleranza totale verso il fantasy, ma se non è il vostro caso, ci sono degli uruk, i vostri uruk, che vi aspettano. Voto: 7,5

8 commenti:

  1. Non amo i videogames odierni, non amo LOTR, fai due conti XD

    Moz-

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    1. Così mi deludi, neanche la saga cinematografica! mah..vabbé ;)

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    2. Neppure io son fan della saga di Tolkien, ma questo protagonista..mi piace! Ho il debole per i guerrieri spaduti :D (ovviamente dotati di spada)

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    3. In effetti anch'io, anche se sparare come un soldato non mi dispiace affatto ;)

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    4. Anche io non sono un amante del SdA e dei fantasy preferito quelli originali a quelli ispirati a qualche opera famosa.
      Purtroppo per la lunghezza abbandono sempre i titoli di questo genere subito dopo averli iniziati, anche se mi piacciono.

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    5. Ognuno può vedere e giocare a cosa vuole dopotutto, c'è sempre una scelta personale e non dietro ;)

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  2. A me invece la doppia trilogia di Jackson non mi è dispiaciuta quindi non mi dispiace nemmeno questo gioco.

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    1. Ed è solo il primo, perché molto probabilmente giocherò al suo sequel ;)

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