giovedì 7 gennaio 2016

Tutti gli altri film visti durante le feste - 1a parte

La piramide è un horror claustrofobico del 2014, girato come un falso documentario secondo la tecnica del found footage. Un team di archeologi americani cerca di svelare i segreti di un'antica piramide sepolta sotto il deserto egiziano. Mentre lavorano nelle profondità, si perdono nelle oscure catacombe. In cerca di una via d'uscita si rendono conto non solo di essere in trappola ma di essere prede di una creatura misteriosa e antica, oltre che famelica. Il cinema horror ha utilizzato i misteri dell'antico Egitto molte volte e non ha ancora smesso. Un film adatto ad una serata di divertimento, prima parte solita routine, poi migliora con un terzo atto piuttosto interessante.

La tensione è ben sorretta da qualche irruzione violenta e truce anche se in alcuni momenti la vicenda cade vittima di una certa monotonia, con il consueto gioco al massacro e all'eliminazione progressiva dei personaggi. Accettabile la prova di un cast senza nomi particolarmente illustri (tranne Denis O'Hare). Nell'insieme, un film che si lascia vedere, un horror di buona qualità considerando gli ottimi effetti visivi e sonori, vero punto di forza del film appartenenti ad un B-movie. Purtroppo finale troppo classico, ma era abbastanza plausibile che succedesse. Da segnalare il robottino mandato in avanscoperta, un mix tra Wall E e Corto Circuito.
The november man è uno spy thriller del 2014 con risvolti action con la coppia Brosnan-Kurylenko. Sembra tornato nei panni di 007 Pierce Brosnan in questo film, interpreta infatti un ex agente della CIA (Peter Deveraux) che viene richiamato in servizio per una missione personale, ma si ritroverà suo malgrado coinvolto in un gioco mortale di cui fanno parte il governo degli Stati Uniti e il presidente della Russia. Non solo, si troverà a dover proteggere un'importante testimone, Alice Fournier, che sta nascondendo il suo passato e che possiede la chiave di una cospirazione internazionale, e che lo renderà il bersaglio di un suo ex amico ed ex allievo. Non potrà fidarsi di nessuno e sarà costretto a utilizzare metodi estremi per fare quello che deve essere fatto. Una buona spy story, con un taglio classico che gli amanti del genere sicuramente apprezzeranno. Bravi gli attori, splendida come sempre Olga Kurylenko, giusto ritmo, velocità e azione, trama adeguatamente intricata ma non troppo, verso il finale tutto diventa chiaro. Piacevole, consigliato, ma senza aspettarsi un capolavoro, non c'è niente di nuovo all'orizzonte, solo un sapiente utilizzo dei canoni tradizionali.

Cold in july è un meraviglioso thriller poliziesco del 2014 che vira in lieto fine e in toni da commedia nera, la trasposizione del celebre romanzo di Joe R. Lansdale. E' ambientato nel 1989, l'epoca del vhs e delle videoteche, fondamentali per risolvere il 'caso'. Un padre di famiglia (Richard Dane), un corniciaio di mestiere, spara e uccide un uomo che si è introdotto nella sua casa di notte. Stabilita la legittima difesa, la polizia rilascia Richard dopo la deposizione in cui apprende il nome dell'uomo che ha ucciso (Freddy Russell). Richard è sempre più angosciato, non bastasse il padre del ragazzo ucciso (Ben) vuole vendetta. La vicenda però si rivelerà essere ben diversa da quanto creduto in un primo momento. Ben infatti rinuncia alla sua rivalsa, scoprendo molto presto e con l'aiuto di Richard che l'uomo morto in casa sua non è in realtà suo figlio. Poiché suo figlio è un protetto, un testimone ma anche un pervertito, starà a Ben sistemare le cose, con l'aiuto di un suo vecchio amico. Veramente un bel thriller (eccellenti anche se sconosciuti gli attori), c'è tensione, c'è azione, c'è ironia, ma soprattutto c'è buon cinema, un respiro classico del grande cinema americano, attraverso lo stile noir anni 80 e dello spirito post-80. Una storia avvincente, diversa ed interessante, bravi gli attori, buon finale, da non perdere.

Sils Maria è un film ambiguo, esistenziale, teatrale, sentimentale e femminile. Ossia uno di quei tipi di film che non sono di mio gradimento, quelli che nonostante trattino argomenti d'attualità e di sentimenti controversi, e quindi anche d'interesse, non soddisfano in pieno. Presentato a Cannes (che odio per i film sempre drammatici e mai veramente innovativi), è di una lentezza disarmante, è un lungo monologo come in una piece teatrale, difatti il film (del 2014) parla di un revival di un opera in cui l'attrice interpretava un ruolo da giovane donna che fa innamorare di sé una donna matura (Juliette Binoche) e poi spingendola al suicidio ma questa volta (dopo vent'anni) sarà a ruoli invertiti. Il dramma esistenziale di una donna che non si vuole arrendere all'avanzare degli anni. E' quel tipo di film adatto ai critici, ma io non essendo un critico dei sentimenti o altro, mi limito a giudicare quello che vedo, e non mi è piaciuto. Da segnalare comunque le grandi prove recitative delle tre protagoniste, tra cui Kristen Stewart che finalmente si distacca totalmente dalla Bella di Twilight.

Song 'e Napule è una commedia del 2013 dei Manetti Bros (che non conosco affatto e che sinceramente secondo me non sono un granché). E' un film che umilia la camorra e ammira la polizia proprio come in un poliziottesco italiano degli anni Settanta. Paco Stillo è un pianista, che da raccomandato, viene arruolato in polizia, per il suo talento parteciperà ad una delicata operazione di polizia per catturare un boss latitante che sarà presente ad un matrimonio, suonando insieme ad un band di neomelodici. Aggiornando il poliziesco all'attuale condizione socio-culturale, i Manetti firmano una sceneggiatura esilarante che precipita in una Napoli governata dalla malavita, refrattaria alla raccolta differenziata e soggiogata dal neomelodico e dal suo (in)credibile rappresentante, Lollo Love. Nonostante alcuni problemi e gag (alquanto grottesche), il buon Paco, riuscirà a compiere il suo lavoro, in modo quasi impeccabile. Interessante ma non eccezionale, dopotutto è un film di serie B. Diversa dalle solite commedie ma il risultato non è così migliore di come ci si aspettava e lasciasse intendere.

Come una donna (Just like a woman) è un viaggio on the road di due donne alla ricerca di se stesse in fuga da un matrimonio che sembra ormai compromesso. Marilyn (Sienna Miller) perde il lavoro e la fiducia nell'amore, scoprendo che il marito, che mantiene e sopporta, la tradisce con un'altra. Decide allora di salire in macchina e viaggiare da Chicago al New Mexico, dove un provino per danzatrici del ventre potrebbe cambiarle la vita. Contemporaneamente, Mona (Golshifteh Farahani), una giovane araba che subisce da anni gli insulti della suocera perché non riesce a fare figli, a causa di un grave incidente domestico, si fa prendere dalla paura e scappa di casa. Le due donne si ritrovano cosi' a viaggiare insieme, sperimentando la sensazione di libertà ma anche la violenza razzista e psicologica. Dopo aver capito il loro posto nel mondo decidono di ritornare a Chicago per rimettersi in gioco. Bella la colonna sonora, un film (del 2012) delicato ma piacevole.

La scuola è finita è un film (del 2010) di formazione giovanile. Alex, il protagonista di questo lungometraggio, è un ragazzo che non ha le idee ben chiare, in palese difficoltà, che spaccia droga tra i banchi della sua scuola ai suoi compagni di classe e che non vede un futuro ben definito così come non lo vedono due dei suoi professori (che vedono la bellezza anche in mezzo ai mostri ) che tentano di aiutarlo ciascuno a suo modo cercando di salvarlo da genitori irresponsabili, da un vita fallita. Un film molto drammatico, molto crudo e duro, che rappresenta, a volte in modo esagerato e molto marcato, una triste realtà scolastica che vive in certe periferie cittadine o in particolari contesti molto disagiati. Le intenzioni di aiuto dei due professori però, vengono fraintese, anche per la burocrazia che a volte è poco flessibile. Il film offre spunti di riflessione e discussione sulla situazione scolastica sia da parte degli insegnati che degli studenti. Un film "democratico" perché ricorda che anche i professori sono esseri umani nonostante molti alunni li sentano molto distanti da loro, con delle problematiche, fragilità e sogni, quindi possono aiutarli fino ad un certo punto, poi spetta a loro. Interessante ma troppo lento e poco coinvolgente.

La foresta di ghiaccio è un film (del 2014) noir drammatico, di certo non un thriller..c'è veramente poca azione. Il film racconta un incredibile (non tanto) mistero che si sviluppa dietro l'apparente serenità di un piccolo paese alpino al confine italia-slovenia dove nel 1994 un bambino fugge da un gruppo di profughi vessati da un violento capobanda. Pietro (Domenico Diele), un giovane tecnico specializzato, arriva nella valle per riparare un guasto alla centrale elettrica in alta quota, e si trova improvvisamente di fronte ad una strana sparizione. Quando il ragazzo comprende l'origine dei segreti nascosti nel cuore della valle, le tensioni esplodono e comincia un gioco di specchi deformanti in cui nessuno è immune dal sospetto. La foresta di ghiaccio è una favola nera, giuste le atmosfere, coinvolgente la fotografia, incalzante il montaggio, funziona molto meno l'aspetto noir del racconto, perché la storia è complicata ed eccessivamente oscura, difficile da decifrare soprattutto con pochi elementi a disposizione. All'inizio noioso, poi sconnesso, alla fine estremo. Senza gli attori (Adriano Giannini e Ksenia Rappoport), il paesaggio (la protagonista vera e propria dell'intera vicenda), qualche scena efficace e il buon finale il film per me sarebbe insufficiente. Si salva, ma la storia poteva essere raccontata in un altro modo e meno moscio.

2 commenti:

  1. Conosco solo The Pyrhamid... molto ma molto bello. Alcuni di quelli che non ho visto, come "la foresta di ghiaccio", "la scuola è finita" e "col in julay" potrebbero interessarmi. ;)


    Ispy

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    1. Son contento quando qualcuno si interessa a qualcosa che scrivo o recensisco...grazie, si non sono male ;)

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