venerdì 4 settembre 2015

Gli altri film visti ad agosto: Parte 3 - Thriller e Drama

Nella categoria Thriller ci sono 4 film (alcuni con una parte d'azione, d'avventura e romanticismo) più altri 2 che hanno una velleità più drammatica nella storia. Ossessione omicida (USA, 2014), A Colin Evans (Idris Elba), un pericoloso assassino, viene rifiutata la libertà condizionata nonostante abbia fatto ammenda dei suoi comportamenti passati. Nel viaggio di ritorno verso il carcere, Colin evade uccidendo i secondini che lo scortavano. Di nuovo libero, ne approfitta per uccidere la sua ex fidanzata, da cui si è sentito tradito. Nel frattempo, Terri Granger (Taraji P. Henson), casalinga con due figlioletti, vive una situazione di relativa tensione con il marito Jeffrey, che deve andare fuori città per il compleanno del padre. Rimasta da sola con i figli piccoli, Terri riceve di sera l'inaspettata visita di Colin, che, mentre fuori infuria la tempesta, le chiede di usare il telefono per chiamare il carro attrezzi: ha infatti avuto un incidente con la sua auto.
Lei, sia pure con un po' di riluttanza, lo fa entrare in attesa del carro attrezzi. Poco dopo arriva la sua amica Meg, che trova Colin simpatico e comincia a familiarizzare. Ma è solo l'inizio di una notte di terrore. Una volta messa in piedi la situazione, il film punta a creare suspense attraverso meccanismi collaudatissimi, per non dire consunti, la cui efficacia è strettamente dipendente dall'empatia che riescono a suscitare i personaggi in pericolo. Un paio di brillanti svolte narrative danno vivacità alla parte finale evitando solo in parte l'eccesso di prevedibilità derivato da un'applicazione sin troppo schematica della formula narrativa degli psycho-thriller. Alla fine lo spettacolo può soddisfare, grazie alla buona prova del cast e alla regia serrata e funzionale di Sam Miller.

Fatal Instict (USA, 2014), I detective della polizia Decker e Gates seguono una scia di tracce nel dare la caccia a un serial killer che sta terrorizzando Los Angeles. L'indagine, però, si rivela molto personale e prende una brutta piega quando le evidenze conducono al fratello truffatore di Gates, che Decker ha contribuito a far arrestare anni prima. Il finale lascia un po a desiderare perché il vero colpevole non verrà preso e soprattutto in questo caso 'l'abito non fa il monaco'. Deludente.

In the blood (USA, 2014), andato in onda poco tempo fa in prima serata su Rete4, è un thriller d'azione. Una coppia di amanti è in vacanza ai Caraibi, ma la serenità del viaggio viene presto interrotta dalla misteriosa scomparsa dell'uomo. La compagna, determinata a trovarlo, parte per uno sfrenato inseguimento agli uomini (tra cui Danny Trejo) che ritiene siano i fautori della sparizione. La campionessa di arti marziali Gina Carano non si lascia intimorire e arricchisce la sua carriera da attrice con un altro film d'azione. In the Blood è un thriller movimentato che potrebbe ricordare la story-line di Io vi troverò. La rivincita delle donne che sanno essere anche spietate. Adrenalinico.

Charlie Countryman deve morire (USA, 2013), Charlie Countryman (Shia LaBeouf) è un ragazzo come tutti gli altri fino al giorno in cui, per una promessa alla madre morta, viaggia nell'Europa dell'Est e si innamora di Gabi (Evan Rachel Wood), una misteriosa donna rumena che incontra dopo essersi seduto per caso accanto a suo padre sull'aereo che ha provocato la sua morte. Quando si incontrano, lei è già nelle mire di Nigel, un boss della malavita folle e violento con una banda di teppisti a completa disposizione. Armato di poco più del suo fascino e del suo ingegno, il ragazzo, per proteggere l'amata, viene più volte picchiato duramente dagli scagnozzi del mafioso e viene coinvolto suo malgrado in faccende pericolose. L'unico modo per salvare la sua amata sembra solo quello di morire. Tra favola morale e romanticismo adolescenziale è più movimento e agitazione che sostanza e idee. Pellicola non particolarmente brillante, non si capisce bene il messaggio che vuole trasmettere, forse che l'amore vince sempre? In ogni caso quello che colpisce è la città di Bucarest, che probabilmente è veramente quella che si vede nel film, bella e pericolosa, dove la malavita domina il territorio, la vita di un uomo non vale niente, la polizia è corrotta e le persone, inquietanti ma a volte sorprendenti. Il film nel complesso non è niente di speciale.

Il caso di Lizzie Borden (USA, 2014), la vera storia di Lizzie Borden, accusata del brutale omicidio di suo padre e della sua seconda moglie e assolta in un processo, che ha attirato l'attenzione nazionale, anche se nessuno è stato mai accusato del reato, rimasto irrisolto. Riconosciuta colpevole dall'opinione pubblica, la Borden ha comunque vissuto nella sua città natale per il resto della vita. In un torrido pomeriggio d'estate del 1892 a Fall River, nel Massachusetts, Lizzie Borden (Christina Ricci) torna nella casa che condivide con il padre Andrew, la matrigna Abby e la sorella Emma. Niente però è come tutte le altre volte e Lizzie trova i genitori violentemente assassinati. Le indagini della polizia però puntano soprattutto su Lizzie stessa. Andrew Jennings, difensore di Lizzie, è convinto della sua innocenza sostenendo come sia inconcepibile che una donna, ritenuta da tutti sana e tranquilla, possa aver brutalmente ucciso la sua famiglia con un'ascia. Interessante.
Il fuoco della vendetta (USA, 2013), Russell (Christian Bale) e il fratello minore Rodney (Casey Affleck) vivono nella zona economicamente depressa della Rust Belt. Da sempre sognano di scappare e di trovare una vita migliore ma, quando uno scherzo del destino porta Russell in carcere, Rodney viene attirato in uno dei giri criminali più violenti e spietati del Nordest degli Stati Uniti. Una volta rilasciato, Russell dovrà scegliere tra la propria libertà o il rischiare tutto e ottenere giustizia per il fratello. Un film riuscito, dalla confezione estetica di struggente e malinconica bellezza. ma non si distingue per originalità né della narrazione né della messinscena. Out of the Furnace è un film di intensa atmosfera, creata attraverso un uso sapiente delle luci, della fotografia livida, delle ambientazioni desolate in una cittadina industriale di quelle che toglierebbero a chiunque la poesia (e proprio per questo hanno una loro poesia disperata). E a dispetto del titolo (che significa "fuori dalla fornace" e fa riferimento all'acciaieria, cuore pulsante della cittadina e strumento di sopravvivenza per l'intera comunità), racconta i suoi personaggi, nessuno escluso, come immersi in un inferno incandescente dal quale è difficile uscire vivi. Complessivamente si tratta di un prodotto mediocre, senza infamia e senza lode, anche se indubbiamente supportato da validissime interpretazioni di Bale, Harrelson e Affleck. Ben confezionato (con DiCaprio come produttore esecutivo) ma non incisivo.

2 commenti:

  1. Mio caro Pietro, quelli che mi intrigano di più senza alcun dubbio sono il" Fuoco della vendetta"( forse per una particolare simpatia per lo scombinato Bale) e mi incuriosisce il caso di Lizzie Borden..
    Buon pranzo , scappo a pranzare..abbraccione!

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    1. Bale è un ottimo attore, il caso di Lizzie è un po agghiacciante come dinamiche, anche a me ha incuriosito...buon pranzo anche a te!

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